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Turismo, The Time After lockdown: una svolta Green?

04 Giu 2020
Studio Giaccardi

Uno dei temi toccati dai 12 accademici ed esperti che hanno espresso la loro idea sul futuro del turismo durante la Chat “Turismo, The Time After” è proprio la possibilità di una svolta “green” nel post-covid19. I pareri non sono del tutto concordi anche se l’ipotesi maggiormente condivisa è la maggiore diffusione del turismo di prossimità e dell’outdoor.

Parte delle modalità di mobilità dei turisti potrebbe cambiare attraverso ad esempio, suggerisce Patrizia Battilani direttrice del CAST di Rimini dell’Università di Bologna, l’elaborazione di progetti di e-bike, almeno per la breve e media percorrenza.
Milena Viassone, esperta in economia e gestione delle imprese turistiche all’Università di Torino, aggiunge che gli operatori dell’offerta hanno recepito già da tempo il fattore sostenibilità, mentre è la domanda che finora non è stata disponibile a riconoscerne il valore e a pagare di più. Probabilmente adesso anche i turisti rivedranno le priorità.

Secondo Roberto Baggio, coordinatore del Master in Tecnologie del Turismo dell’Università Bocconi di Milano, sostenibilità è una bella parola ma spesso vuota: se mai i “turisti sostenibili” potranno esistere, questo accadrà fra diverse generazioni.
Martha Friel, ricercatrice e docente di economia delle imprese turistiche e culturali alla IULM di Milano, teme per il post-Covid 19 un periodo più di regressione che di evoluzione, perché con la motivazione della tutela della salute si tenderà a sentirsi più autorizzati all’utilizzo di plastica usa e getta e dell’auto privata, senza escludere però una crescita del turismo slow, inteso come scelta di destinazioni più rurali.

Roberta Garibaldi, dell’Università di Bergamo e massima esperta italiana di Food & Travel, ci ricorda che l’Italia è il primo paese in Europa per numero di agricoltori biologici e per sostenibilità dell’agricoltura con luoghi di grande fascino e bellezza come i vigneti, gli agrumeti e gli uliveti che possono essere valorizzati diventando luoghi per degustazioni, attività sportive quali trekking, nordic walking, mountain biking o nuove proposte sportive e artistiche.

Se quindi il turismo sostenibile e una vera e propria svolta green sembrano ancora distanti, al nostro paese si presenteranno presto opportunità di crescita per quanto riguarda turismo slow e outdoor come prodotti di rigenerazione del corpo e della mente di una domanda affaticata dal lockdown: le risorse, naturalistiche e creative, certo non mancano. Tuttavia, ci domandiamo, il progetto e la leadership dell’innovazione green nel turismo italiano a chi spetteranno?
Scarica il dossier completo della Chat, con gli interventi integrali dei 12 accademici ed esperti:

Immagine in alto:
Antonio Mazzotti, “Museo” (1969)
antoniomazzotti.it