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Turismo, The Time After lockdown: una svolta Green?

4 giugno 2020, di Studio Giaccardi & Associati

030.Museo-cm130X95-(1969)Uno dei temi toccati dai 12 accademici ed esperti che hanno espresso la loro idea sul futuro del turismo durante la Chat “Turismo, The Time After” è proprio la possibilità di una svolta “green” nel post-covid19. I pareri non sono del tutto concordi anche se l’ipotesi maggiormente condivisa è la maggiore diffusione del turismo di prossimità e dell’outdoor.

Parte delle modalità di mobilità dei turisti potrebbe cambiare attraverso ad esempio, suggerisce Patrizia Battilani direttrice del CAST di Rimini dell’Università di Bologna, l’elaborazione di progetti di e-bike, almeno per la breve e media percorrenza.
Milena Viassone, esperta in economia e gestione delle imprese turistiche all’Università di Torino, aggiunge che gli operatori dell’offerta hanno recepito già da tempo il fattore sostenibilità, mentre è la domanda che finora non è stata disponibile a riconoscerne il valore e a pagare di più. Probabilmente adesso anche i turisti rivedranno le priorità.

Secondo Roberto Baggio, coordinatore del Master in Tecnologie del Turismo dell’Università Bocconi di Milano, sostenibilità è una bella parola ma spesso vuota: se mai i “turisti sostenibili” potranno esistere, questo accadrà fra diverse generazioni.
Martha Friel, ricercatrice e docente di economia delle imprese turistiche e culturali alla IULM di Milano, teme per il post-Covid 19 un periodo più di regressione che di evoluzione, perché con la motivazione della tutela della salute si tenderà a sentirsi più autorizzati all’utilizzo di plastica usa e getta e dell’auto privata, senza escludere però una crescita del turismo slow, inteso come scelta di destinazioni più rurali.

Roberta Garibaldi, dell’Università di Bergamo e massima esperta italiana di Food & Travel, ci ricorda che l’Italia è il primo paese in Europa per numero di agricoltori biologici e per sostenibilità dell’agricoltura con luoghi di grande fascino e bellezza come i vigneti, gli agrumeti e gli uliveti che possono essere valorizzati diventando luoghi per degustazioni, attività sportive quali trekking, nordic walking, mountain biking o nuove proposte sportive e artistiche.

Se quindi il turismo sostenibile e una vera e propria svolta green sembrano ancora distanti, al nostro paese si presenteranno presto opportunità di crescita per quanto riguarda turismo slow e outdoor come prodotti di rigenerazione del corpo e della mente di una domanda affaticata dal lockdown: le risorse, naturalistiche e creative, certo non mancano. Tuttavia, ci domandiamo, il progetto e la leadership dell’innovazione green nel turismo italiano a chi spetteranno?
Scarica il dossier completo della Chat, con gli interventi integrali dei 12 accademici ed esperti:

Immagine in alto:
Antonio Mazzotti, “Museo” (1969)
antoniomazzotti.it

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