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Portale turistico della Liguria alla Bit 2010: cosa si aspettano le Pmi del territorio?

17 febbraio 2010, di Studio Giaccardi & Associati

Il 19 febbraio alla Bit 2010 l’Assessorato al Turismo della Regione Liguria  presenterà  il nuovo portale del turismo. La presentazione, prevista nell’ambito del Summit del Marketing e della Comunicazione Turistica, sarà fatta alla presenza dell’assessore Margherita Bozzano che nei comunicati ufficiali ha preannunciato “un sito innovativo in cui saranno raccolte tutte le offerte turistiche del territorio e dove sarà possibile prenotare on line le strutture del territorio”.

Ma cosa si aspettano da questo portale le PMI della Liguria? E gli imprenditori quanto conoscono e utilizzano il web per fare business? Alcune risposte si trovano nei risultati della ricerca Fattore K Liguria, realizzata nel corso del 2009 e finalizzata a misurare quantità, tipologia e impatto sul business degli investimenti immateriali delle imprese turistiche (società di capitali) della regione Liguria.

Dalle interviste realizzate a cui hanno risposto 65 imprese delle 118 inserite nel campione emerge che negli ultimi due anni l’89%  ha fatto investimenti legati a internet (nuovi siti, sistemi di booking on line, web marketing etc.). L’interesse per il portale del turismo promosso  – e promesso –  dall’Assessorato al turismo della Regione Liguria è decisamente molto elevato: l’82% degli intervistati si dichiara interessato a partecipare e vuole essere coinvolto per pubblicare le proprie offerte e strutture, sperimentare nuove formule di accoglienza turistica, sentirsi parte di una marca territoriale forte, aumentare le opportunità di vendita  fuori stagione.

Decisamente inferiore l’interesse, ma soprattutto la conoscenza, delle opportunità offerte dall’universo web e travel 2.0.
I social network non sono ancora utilizzati dall pmi turistiche della Liguria: il 74% dichiara di non essere presente in nessun social network, il 18% non risponde mentre 4 aziende dichiarano di utilizzare Facebook e una soltanto Twitter. E’ abbastanza allarmante che ben il 47% delle imprese intervistate dichiari di non avere alcuna intenzione di investire sul web 2.0  cioè su sistemi partecipativi e collaborativi aperti all’ascolto e all’interazione con i clienti. Il web 2.0 non interessa quasi alla metà degli intervistati che dichiara di non aver neanche bisogno di supporti formativi per capire meglio di cosa si tratta. Il 37 % delle imprese chiede invece un supporto per migliorare competenze e conoscenze e in particolare chiede seminari tecnici, e supporto sul fronte della commercializzazione.

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