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Come è andata la stagione turistica 2009? Segnali contrastanti ma nessuna statistica ufficiale

19 ottobre 2009, di Studio Giaccardi & Associati

Insomma. Come è andata la stagione turistica 2009 in Italia?
Sarebbe bello – e utile – saperlo in tempi congrui. Ma il nostro istituto statistico nazionale di questi tempi ha altre cose per la testa. A metà ottobre 2009 deve ancora pubblicare i dati, a consuntivo del 2008! Ma mentre aspettiamo pazienti e preoccupati proviamo a captare i vari segnali che emergono leggendo i risultati di sondaggi e indagini promosse dai centri studi di alcune associazioni di categoria (Fipe, Fiavet, Assocamping, Cescat, Federconsumatori, etc.) e istituti di ricerca (Unioncamere-Isnart, Ciset, Trademark, etc.) che monitorano a livello campionario il trend di arrivi e presenze prima e dopo la stagione.

I risultati sono spesso contrastanti ma con quattro segnali di tendenza piuttosto chiari:

1. Stagione iniziata male ma con buoni segnali di recupero grazie soprattutto a forti politiche last minute;

2. Arrivi e presenze uguali o di poco inferiori a quelli dell’anno precedente, grazie sopratutto alla tenuta del turismo inbound

3. Calo degli stranieri più contenuto rispetto alle previsioni;

4. Crollo della spesa turistica e dei fatturati degli operatori (calo stimato in 1,2 miliardi di euro secondo Fipe e un meno 15-18% del fatturato degli operatori secondo Cescat). Stando ai dati rilevati, gli operatori turistici nel tentativo di risollevare le sorti della stagione hanno lavorato soprattutto sulla leva prezzo con politiche piuttosto aggressive che hanno però eroso ricavi e margini di guadagno.

In pratica sembra che il crollo tanto temuto non si sia verificato. Così associazioni e istituzioni tirano un sospiro di sollievo e quasi unanimemente sono pronte a giurare che nel loro territorio, nella loro regione, nella loro città…”il turismo ha tenuto, è andata più o meno come l’anno scorso e comunque meglio del resto d’Italia dove è stata una vera e propria debacle”. Non sono invece sulla stessa linea gli operatori che, almeno attraverso le associazioni che li rappresentano, parlano di un’estate da dimenticare e un futuro ricco di incognite.

“È indispensabile un atto di coraggio politico” sottolinea Federalberghi, “molti annunci che non hanno avuto seguito. Adesso è l’ora dei fatti” fa eco l’associazione dei Tour operator Astoi. Quasi drammatica la situaizone secondo Fiavet che dichiara: “alla luce del consuntivo della stagione estiva e delle pessime previsioni per il primo semestre del 2010, oltre 3mila piccole e medie aziende e 8 mila posti di lavoro sono a rischio chiusura” sulla stessa linea Federturismo-Confindustria che preannuncia un preconsuntivo estivo disastroso e accusa la superficialità dei richiami all’ottimismo di inizio stagione dichiarando che “gli annunci trionfalistici di infondate previsioni ottimistiche non sono state sufficienti per sconfiggere la crisi strutturale del turismo. Non se ne esce con annunci ed operazioni di facciata, ma con interventi di politica economica e industriale seri, incisivi e soprattutto coordinati con gli altri sistemi produttivi del Paese”.

Chi ha ragione? Come è andata realmente? Per saperlo, come ogni romanzo d’appendice che si rispetti vi chiediamo ancora un po’ di pazienza. Tanta pazienza quanto ne serve in attesa che arrivi Godot? A quanto pare sì, considerato che l’esperienza ci dice che non avremo i dati ufficiali della stagione 2009 sino a ottobre …del 2011!
PS. Già che ci siamo, sempre aspettando Godot, leggete questo dato: 36.223.886. Sapete che cos’è? È il numero di presenze registrato in Spagna nelle strutture alberghiere nel mese di agosto 2009 (sì avete letto bene, agosto 2009). Incredibile? Ma no, è la statistica bellezza!

Andrea Zironi

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