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Lo sviluppo turistico genera capitale sociale

01 Lug 2022
Simone Camerani

L’impatto del turismo sui territori viene spesso considerato prestando attenzione alle ricadute economiche dei flussi turistici e all’impatto che questi hanno sulle infrastrutture, sull’ambiente e sulla pianificazione territoriale. Il rapporto che intercorre tra capitale sociale e turismo, invece, è ancora oggi poco studiato, nonostante celi opportunità di crescita e di sviluppo importanti e innovative per le destinazioni.

Il concetto di capitale sociale è stato ripreso con crescente attenzione dalla sociologia, dall’economia e dalle scienze politiche sin dagli anni Ottanta. Non esiste una definizione universale e univoca, ma la letteratura è concorde nel sostenere che una rete sociale con valori condivisi, relazioni di reciprocità e fiducia avente una densità di legami sociali più o meno duraturi, è capace di generare vantaggi diversi e importanti per la comunità di riferimento.

Una presenza elevata di quei tratti di capitale sociale in un territorio è collegabile per esempio a diffusione del volontariato, partecipazione sociale, efficacia delle azioni di governo e di programmazione, minori livelli di criminalità unitamente a maggiori benefici economici. Un buon livello di capitale sociale porta infatti a una realizzazione più efficace degli obiettivi comuni e a una diminuzione dell’isolamento sociale.

Il turismo incide e modifica radicalmente morfologia sociale, sentiment, conoscenze e relazioni di una comunità.
Analizzare e misurare il capitale sociale delle località turistiche vuole dire comprendere la trasformazione nel tempo che il turismo ha generato sulle persone, cercando di distinguere effetti e correlazioni positive per gestirli, se possibile replicarli e sviluppare sostenibilità.

Ma in che modo è possibile generare capitale sociale di territorio grazie al turismo?

L’antropologa Jane Jacobs (Scranton, USA, 1916 – Toronto, Canada, 2006) individua nella diversità sociale, culturale e funzionale una delle possibili ragioni della vitalità sociale delle comunità, la quale influisce attivamente anche sull’offerta di turismo e la sua reputazione. È la “mixité sociale e di funzioni”, generata dalla diversità urbana e territoriale, che rende i quartieri vivibili e vivaci, e quindi potenzialmente attraenti.

Quando i territori vengono visitati da persone nuove e diverse si genera un ricambio di vitalità che non si compone solamente di una maggiore possibilità all’interazione sociale ma anche da una rete più fitta di eventi e di connessioni sociali “deboli” – capaci di mettere in contatto persone diverse tra loro e di generare, a loro volta, nuove opportunità.

Questo circo virtuoso è stato osservato anche nella piccola comunità turistica di Punta Marina Terme, uno dei nove lidi della costa ravennate (291.538 arrivi e 1.785.788 presenze, ISTAT 2021). Con un peso turistico elevato nella riviera, Punta Marina Terme ha sviluppato negli anni un turismo stagionale proveniente dal nord Italia, in particolare dall’Emilia e dalla Lombardia, e da alcuni paesi del centro nord Europa, Germania e Austria soprattutto. I turisti, attirati dalla lunga spiaggia sabbiosa e da uno stabilimento termale a ridosso del mare, arrivano a giugno e se ne vanno ai primi di settembre.
Il turismo, come in altre località della riviera adriatica, svolge il ruolo di moltiplicatore del capitale sociale, risvegliando un territorio che durante l’inverno si svuota – riducendo le opportunità per i residenti.

Questa chiave di analisi del rapporto capitale sociale-turismo può costituire la base di un modello di sviluppo locale che combina salvaguardia del territorio e dell’ambiente, sostenibilità sociale e maggiore vivibilità del territorio. Turismo e capitale sociale possono andare di pari passo e quando questo accade è possibile individuare significativi miglioramenti nella vita delle persone, nell’esperienza dei turisti e nelle caratteristiche sociali delle destinazioni.

Le riflessioni fino a qui presentate sono frutto del mio lavoro di tesi di laurea magistrale. Mi chiamo Simone Camerani, sono un analista di ricerca dello Studio Giaccardi & Associati e ho conseguito la laurea triennale in Sociologia e quella magistrale in Sociologia e Ricerca Sociale, entrambe con 110 e lode presso l’Università di Bologna.
Faccio parte del team dello Studio da oltre tre anni e da marzo 2022 mi sto specializzando in analista per ricerca e innovazione. In questi anni ho collaborato all’indagine nazionale Turismo & Talenti (2020 e 2021), ho sviluppato più analisi di ricerca sull’innovazione sociale, ho partecipato alla programmazione di più dataset, alla realizzazione di interviste di ricerca, alla raccolta e analisi dati per più ricerche compilative. L’esperienza accademica e professionale così maturata mi porta oggi ad approfondire la nuova relazione tra capitale sociale, marketing digitale e intelligenza artificiale.

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