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Qual è la Green-ability delle città d’arte italiane?

20 maggio 2021, di Studio Giaccardi & Associati

Perugia di seraSecondo un dato di Istat di fine 2020 il turismo nelle città d’arte ha subito cali fino al -90 %:  questa percentuale punta i riflettori sulla situazione allarmante, da circa un anno a questa parte, del turismo culturale in Italia.

Tra i 72 casi-studio esaminati nel rapporto di ricerca “Turismo & Salubrità” ci sono proprio 20 città d’arte del Bel Paese, ovvero:
Ascoli Piceno, Assisi, Asti, Cuneo, La Spezia, Lecce, Lucca, Macerata, Mantova, Modena, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Siena, Trento, Verona, Vicenza, Viterbo.

La lente d’ingrandimento si è concentrata sul concetto di “Green-ability” delle destinazioni: il fattore “Bellezza”, come ormai da più parti viene riconosciuto, non è più sufficiente per attrarre i viaggiatori, ma occorre integrarlo con Safety (policy di rassicurazione e protezione del turista) e Sostenibilità (ambientale ma anche di impatto sociale) perché tutto ciò incrementa il valore-cliente della vacanza in termini di rigenerazione di corpo e mente (Salubrità). E tutto ciò ha senso perché la domanda di viaggio e vacanza è cambiata proprio in quella direzione, come il rapporto Turismo & Salubrità si incarica di documentare.

Ecco quindi i tre principali fattori Green-ability delle destinazioni citate. Dall’analisi di questi 20 casi sono emerse le seguenti notizie:

  • In nessuno dei casi viene comunicata una policy riguardante l’energia da fonti non fossili, trasporto pubblico da energia non fossile, riduzione o eliminazione del traffico privato dai centri urbani (come invece fanno le destinazioni europee);
  • Le città studiate presentano un’ampia dotazione di strutture sanitarie ma queste non sono integrate e comunicate nei portali di destinazione dedicati ai turisti (come invece anche su questo aspetto fanno le destinazioni europee);
  • Si è notata un’importante densità di pratiche partecipative, con 6 eccezioni (Ascoli Piceno, Lucca, Pavia, Siena, Vicenza e Viterbo) sui 20 casi esaminati che, se potenziati, potrebbero favorire i processi di rilancio e branding per superare l’attuale crisi.

Per approfondire questi aspetti e conoscere i dettagli dei 72 casi-studio analizzati, è possibile scaricare gratuitamente l’intero rapporto di ricerca (la sezione sulle città d’arte è da pag. 96!).

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