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Ecosistemi digitali: cosa sono e perché sono importanti

25 settembre 2020, di Studio Giaccardi & Associati

“Se vuoi andare veloce, corri da solo, se vuoi andare lontano corri insieme a qualcuno” (proverbio Masai)

Il concetto “ecosistema digitale” è mutuato dalla biologia, dal significato semantico di ecosistema naturale. 
Come in natura, nel web si creano “ambienti” nei quali varie entità molto diverse tra loro per origine, struttura, funzionamento e scopo, risultano in qualche modo interdipendenti.  Se la diversità (o meglio biodiversità) di un ecosistema naturale è una ricchezza, lo è anche nel mondo digitale: coloro che costituiscono un ecosistema (digitale) sono in una relazione al contempo di collaborazione e competizione relativamente autonoma.

Per ecosistema digitale intendiamo perciò “n” url o unità web autonome e allo stesso interdipendenti in ragione dell’oggettiva appartenenza a un sistema culturale di contenuti e relazioni specifiche (analogiche e digitali) avente scopi comuni più o meno consapevoli. Un ecosistema digitale è strategico perché è l’infrastruttura “naturale” che connette con il mondo le persone e le organizzazioni protagoniste di quel sistema di contenuti e relazioni specifiche.

Persone connesse in rete

Anche degli individui possono formare un’ecosistema digitale, se c’è un fil rouge evidente che li accomuna

Non è invece la semplice digitalizzazione di un’esperienza o la costituzione di un sito contenitore. L’ecosistema digitale di una destinazione turistica non è infatti  il solo portale “visit qualcosa” bensì sono appunto tutte quelle “url” o “unità web” che rivelano oggettivamente una relazione tra loro e con un’identità “naturale” relativa alla destinazione, per esempio il territorio e/o un macro-tema iconico e/o un scopo complesso.

Un insieme di realtà web si può definire un ecosistema digitale se persiste nel tempo un fil rouge, un driver centrale di riferimento più o meno consapevolizzato, cioè un ampio scopo comune a tutti gli elementi che lo compongono  e che, come in natura, può essere la sopravvivenza dell’ecosistema stesso.

Anche degli individui possono formare un’ecosistema digitale, se c’è un fil rouge evidente che li accomuna.

 Perché è importante conoscere, analizzare e orientare gli ecosistemi digitali ?

Un ecosistema naturale tende normalmente all’entropia e al caos, che vengono evitati da mutazioni casuali in grado di creare via via nuovi equilibri in modo da preservarsi, spesso a discapito di alcuni aspetti o specie che lo compongono.

Un ecosistema digitale per non degenerare nel caos, minando tendenzialmente la sopravvivenza dei suoi stessi elementi, necessita invece di innovazione continua, di partecipazione consapevole, di confronto e linee guida condivise tra gli elementi e maturate dal basso (bottom-up), in grado di alimentare la missione di ogni elemento e lo scopo complesso dello stesso sistema definendo così “un ordine plurale di condotta partecipato”. Se un elemento dell’ecosistema varia anche solo minimamente potranno esserci conseguenze a cascata su tutti gli altri, in maniera e misura diversa.

Per questo motivo una qualunque realtà presente offline deve porsi delle domande anche sulla propria “posizione” nella rete di relazioni online, che non necessariamente coincide con quella del mercato in cui opera: è possibile rendersi conto, per esempio, di avere pochi utenti/clienti ma di essere un punto di riferimento online importante per un certo argomento. Questo può e deve far riflettere su come cambiare di conseguenza il proprio comportamento e, forse, la propria organizzazione. In un clima di cambiamento come quello degli ultimi mesi, un fattore strategico fondamentale per una realtà turistica è essere in grado di adattarsi alla nuova domanda turistica, online e offline.

Come Studio negli anni ci siamo occupati di analisi e misurazione di vari ecosistemi digitali turistici e territoriali tra i quali quello della Liguria (2011-12), della Puglia (2015), dei 9 lidi della città di Ravenna (2016), di Sardinia East Land, provincie Nuoro e Ogliastra (2018), dell’offerta turistica e culturale dei tre centenari di Leonardo, Raffaello, Dante con il progetto LRD Centenaries di ENIT (2018-19) e della nuova destinazione Città Metrolitana di Bari (2020).

Con questo post iniziamo un percorso di ricerca e documentazione sull’evoluzione strategica degli ecosistemi digitali del turismo e dello sviluppo territoriale riesaminando anche la trasformazione di quelli già studiati negli anni scorsi.

Beatrice Pinciaroli, analista di ricerca e digital advisor, Studio Giaccardi & Associati

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