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Destinazioni Balneari e Covid19: gli ospiti cercano rassicurazione

9 aprile 2020, di Studio Giaccardi & Associati

Covid 19 - 1
La stagione estiva è ancora un grande interrogativo: partirà? partirà più tardi? Con quali misure preventive ancora in atto?

 Se nei mesi caldi sarà possibile andare al mare, sicuramente non sarà uguale a quello a cui eravamo abituati: ombrelloni e lettini dovranno essere piùdistanti, vedremo ancora le mascherine e, chi lo sa, forse faremo a turno per poter stare un po’ in acqua. Probabilmente i bagni metteranno a disposizione igienizzante per tutti e l’odore di sanificante si mischierà a quello di salmastro. I flussi di viaggiatori saranno in parte ridotti e con tutta probabilità dovremo pensare solo a turisti italiani, sperando che i voli dall’estero si sblocchino almeno da fine agosto in poi.

Alcune strutture rimarranno chiuse o ridurranno l’attività- e quindi il personale impiegato. In questo scenario,  il numero dei turisti degli anni scorsi potrebbe non essere lo stesso, ma questo non vuol dire che non ci sarà interesse per il mare o una determinata destinazione, ma che va cambiato il mix di organizzare e proporre una vacanza estiva e balneare.

Un primo intervento utile è fare marketing della salubrità, cioè adottare misure e strumenti che rassicurano il turista come trattato nel nostro precedente articolo; in secondo luogo, è fondamentale trovare un nuovo modo di mettere il turista al centro delle attenzioni, farlo sognare adesso che a casa, preparare nel frattempo un’accoglienza adeguata e sicura, comunicare così rassicurazione e rigenerazione.

Ogni realtà turistica può effettuare questo cambio di paradigma rendendo così attuale la propria offerta: se vuoi conoscere le policy Covid19 messe in atto da 50 soggetti turistici italiani ed europei e le 10 proposte di restarting, scarica il rapporto #dallapartedelturista cliccando su questo link

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