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OTA e policy covid-19: tutte dalla parte del turista?

7 aprile 2020, di Studio Giaccardi & Associati

Ota e Covid19

 Perché mai un grande portale turistico dovrebbe cambiare le proprie regole in corsa, per una motivazione che è una “causa di forza maggiore”?

 (Scarica il rapporto su 50 policy covid19 e 10 proposte di restarting qui)

 Immagina di aver prenotato un viaggio. Dopo mesi di lavoro, sai che ti aspetta qualche giorno di stacco in quel luogo che ami così tanto. Magari, già qualche tempo prima, avevi deciso cosa visitare, cosa fare in quel periodo tanto sognato.
Senza quasi che abbia avuto il tempo di realizzare cosa sta succedendo, il tuo volo viene cancellato e la tua destinazione è considerata a rischio: non puoi partire. Passerai i tuoi giorni di vacanza, e probabilmente molti altri, a casa tua. Oltre a pregustare momenti più vuoti del solito, ti scoccia dover rinunciare al viaggio, perdendo anche l’acconto che avevi dato. Ecco che invece l’OTA con cui avevi prenotato ti informa che puoi chiedere il rimborso, o riprogrammare il tuo viaggio per un altro momento.

Certo, ora come ora questo è l’ultimo dei tuoi problemi e delle tue preoccupazioni. Ma quando potrai tornare a programmare viaggi e sognare le tue vacanze, a quale piattaforma di rivolgerai? Con tutta probabilità a quella che, in un momento difficile, ha cercato di facilitarti la vita.

Dopo lo scoppio dell’emergenza da Coronavirus, una OTA su tre ha deciso di rivedere le policy di cancellazione e rimborso, specificatamente per questo periodo. Stanno impiegando lo stesso tipo di attenzione alcune compagnie di trasporto.Se vuoi conoscere le policy Covid19 messe in atto da 50 soggetti turistici italiani ed europei e le 10 proposte di restarting, scarica il rapporto #dallapartedelturista cliccando su questo link 

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