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Dal 2014 la Liguria disporrà di statistiche turistiche aggiornate in tempo reale.

16 gennaio 2013, di Studio Giaccardi & Associati

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Dopo aver condotto con successo la definizione del nuovo Piano Turistico Triennale approvato all’ unanimità dall’ Assemblea Regionale, l’Assessorato al Turismo della Liguria lancia la rilevazione e la raccolta digitale dei dati sui flussi turistici regionali. Quelli che – per intenderci – confluiscono nelle statistiche ufficiali dell’ISTAT. 

Il nuovo sistema, illustrato dall’ Assessore Berlangieri, si baserà sulla trasmissione via internet dei dati da parte degli operatori direttamente sulla banca dati regionale, bypassando quindi le amministrazioni provinciali, con un notevole risparmio di tempo, di costi (almeno 10 mila euro ogni anno) e perché no, anche di alberi (uno ogni 79 mila fogli). Previsioni per l’entrata a regime: primi mesi del 2014.

Una piccola rivoluzione che semplificherà  – e non di poco – la vita agli oltre 4 mila operatori liguri del ricettivo i quali ogni anno devono cimentarsi nella compilazione mensile (e manuale!) di modulistica varia per un totale di oltre 1 milione di fogli di carta da spedire ogni anno (sì, con francobollo …) alle rispettive Province di appartenenza. Queste poi devono occuparsi di caricare i dati su un database e trasferirli al relativo sistema informatico regionale. E intanto i mesi passano, e così anche le opportunità …

Nell’era della rivoluzione digitale, dell’open data e degli “instant pool”, anche le amministrazioni pubbliche investono finalmente su cultura del dato e benchmark competitivo, adottando strumenti nuovi per ascoltare, conoscere e monitorare il mercato turistico in tempo (quasi) reale e non più ex (ex ex ex ex …) post come ormai ci si era abituati da ormai troppo tempo.

Ancora oggi (metà gennaio 2013) gli ultimi dati definitivi ISTAT sul movimento turistico in Italia risalgono al 2010 (sì, oltre due anni fa!).  Dati davvero molto utili, ne converranno gli operatori, per definire le proprie strategie di business. Un pesante ritardo dovuto in parte agli scarsi investimenti in digitalizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni.

Eppure tutto ciò ha grande rilevanza per lo sviluppo del settore. Basti pensare che in Francia, primo paese al mondo per numero di arrivi turistici internazionali (fonte UNWTO), oggi sono disponibili i dati ufficiali del terzo trimestre 2012; in Spagna, quarto paese nel rank mondiale delle destinazioni, una posizione sopra l’Italia, l’INE (corrispettivo dell’Istat) ha già pubblicato i dati del mese di novembre 2012.

Dati più aggiornati, migliori flussi turistici. Semplice combinazione? Crediamo di no. Anche per questo motivo occorre dare segnali concreti e credibili agli operatori. Soprattutto in questa fase di facili promesse elettorali, occorre(rebbe) dire a chiare lettere che sul turismo non è più sufficiente “scommettere”. Si tratta di scegliere. Scegliere di investirci, con coraggio e determinazione. 

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