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Luigi Zingales racconta la peggiocrazia in Italia

14 settembre 2012, di Studio Giaccardi & Associati

Ieri mattina allo Studio Giaccardi è arrivata la prima copia del nuovo libro di Luigi Zingales “Manifesto Capitalista, una rivoluzione liberale contro un’economia corrotta” che l’economista presenterà giovedì prossimo (20 settembre) allo Speciale Ravenna Future Lessons. Sempre ieri anche il quotidiano La Repubblica ha dato ampio spazio alla presentazione del libro di Zingales e a pagina 60 e 61 ha ne anticipato un brano dal titolo “Economia Tribale. Così l’italia è diventata una peggiocrazia”.

Ma cosa significa “peggiocrazia”? Cosa Intende Zingales con questo termine quando ne parla nel suo libro? 

Le prime cause della condizione economica in cui si trova oggi il nostro Paese sono moralità diffusa e scarsa fiducia nell’onestà “da tema solamente politico, la questione morale è diventata economica, sono i dati a dirlo. [..] Nei paesi in cui c’è maggiore fiducia nell’onestà dei propri concittadini le imprese sono più grandi”.

La mancanza di fiducia infatti rende impossibile agli imprenditori delegare poteri e responsabilità: “un proprietario delega i suoi poteri solo quando si fida del dipendente, perché più delega più è alto il rischio che un dipendente ne approfitti, rubando o arricchendosi alle sue spalle”. L’impossibilità di delegare forza dunque le imprese a rimanere piccole e familiari e nel frattempo l’economia del Paese non cresce.

A volte però succede che il proprietario deleghi. Ma solitamente chi riceve la delega è un erede, ovvero una persona di cui il proprietario si fida molto. Il problema è che molto spesso gli eredi sono poco preparati “la diffusa mancanza di fiducia impedisce anche che si realizzino meccanismi di selezione meritocratica: se temo che il dirigente sia infedele, scelgo il nipote, il parente, l’amico anche quando costoro sono meno competenti. Per questo la qualità dei manager non è sempre delle migliori: nel bel paese la fedeltà vince sulla competenza”.  E pensare che i dati dimostrano che le imprese familiari guidate da un discendente del fondatore sono meno produttive e usano pratiche manageriali più inefficienti di quelle dirette da manager esterni.

Però non è finita qui: se, come suggerisce Zingales, consideriamo che “non c’è persona più fedele del buono a nulla, di chi non ha alternative” capiamo perché la classe dirigente è composta prevalentemente da incapaci. “Se l’Italia non cresce, se è a rischio di default è perché è stata fin qui governata dai peggiori”, trasformandosi pian piano in una peggiocrazia.

Ma da cosa deriva tutta questa mancanza di fiducia? “In Italia manca la cultura del merito perché non c’è cultura della legalità” e “non esiste fiducia senza cultura della legalità”. Insomma, finchè in questo Paese  “i pinocchi defraudati finiscono in prigione per aver denunciato la frode, mentre i Gatti e le Volpi godono, liberi, del frutto dei loro inganni” non aspettiamoci di cambiare le cose.

Ma da qualche parte dovremmo pur iniziare per uscirne. Da dove? Ne parliamo il 20 settembre con Luigi Zingales allo Speciale Ravenna Future Lessons dalle ore 10.30 nella Sala Cavalcoli della Camera di Commercio di Ravenna in (via Farini 14).

 

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